Intervista a: RAFFAELE GAITO. L’arte della Pazienza

Scritto da Raffaele Gaito

Raffaele Gaito è un growth coach, autore, speaker e blogger, che da anni si occupa di sperimentazione e innovazione. Guida le aziende e i professionisti a migliorare i propri prodotti e processi con l’ausilio dei dati, degli esperimenti e del pensiero laterale. Insegna alla Business School de Il Sole 24 Ore fa divulgazione sui temi del marketing, business e innovazione. Canale Youtube di Raffaele Gaito

L’intervista

È un vero piacere ospitare Raffaele Gaito nel nostro spazio ed è un piacere farlo per la presentazione del suo libro. Uscito di recente, si tratta di un libro che tratta un argomento molto controverso: L’arte della pazienza. E soprattutto in un modo digitale in cui tutto va veloce è un po’ un ossimoro.

Ma che cos’è la pazienza?

Raffaele: In un certo senso il tema della pazienza è collegato a quello di cui mi occupo solitamente: sperimentazione e innovazione. Chi come me fa questo lavoro da tanti anni, sono arrivato ad accorgermi che in questo lavoro la pazienza è fondamentale e questo lo vedo sia per esperienza diretta sia per esperienza indiretta delle cose che capitano ai miei studenti e ai clienti. Quando lavori all’innovazione, basandoti su un processo di sperimentazione, non puoi aspettarti che i risultati arrivino dalla mattina alla sera. Quello che fai è sempre un lavoro lungimirante, nel lungo periodo. Parti oggi facendo un investimento, sapendo che poi fra uno, due, tre anni… e così via..
Nel mondo veloce e frenetico del digitale, è una cosa sempre più difficile da fare. Ecco perché ad un certo punto ho sentito l’esigenza di scrivere un libro su questo argomento. È un libro che non si discosta dai miei temi, chi l’ha letto ha trovato molti richiami ad altri miei contenuti e semplicemente guarda ad un’altra aspetto. È meno tecnico ma guarda al lato più umanistico, dell’aspetto tecnico ho parlato tanto negli ultimi 10 anni e quindi ho voluto parlare di ciò di cui si parla poco ora, cioè la pazienza.

Tu hai anche avuto pazienza perché questo discorso l’hai iniziato 3 anni circa.
Raffaele: Nel 2017.

Quindi hai avuto la pazienza di sviluppare questo discorso. Quello che mi ha colpito è il fatto di essere abituati ad avvicinarsi ai tuoi contenuti per un discorso di business e invece questo libro mi sembra che possa essere letto da chiunque, da un punto di vista umano.

Mi chiedevo quando lo hai scritto o quando lo hai finito cosa avessi in mente e se magari avevi capito che potesse rivolgersi ad un target diverso dal tuo.

Raffaele: Quando l’ho scritto in realtà avevo in mente il mio pubblico, quindi per me continuava a essere un libro di business perché il taglio che ho dato al contenuto è un taglio molto business. Parlo di come definire gli obiettivi, come raggiungerli, come gestire il fallimento, come lavorare con la sperimentazione.
Quello che è successo dall’altro lato è che questo libro lo stanno leggendo un po’ tutti quanti, il mio pubblico lo sta leggendo e l’ha subito calato nel contesto di business. Mi stanno arrivando anche tanti messaggi, email, recensioni, da persone che non mi conoscevano né seguivano e mi hanno detto: «Tu pensi che sia un libro di business ma queste cose le ho trovate utili per la mia vita privata».
Tutti i giorni ormai mi arrivano messaggi del genere come: «Era una vita che volevo iniziare a correre e finalmente l’ho fatto».
Mentre lo scrivevo, avevo in mente quel tipo di pubblico e probabilmente quel tipo di pubblico quando lo legge si porta a casa qualcosa in più perché ci sono molti esempi pensati per loro. La cosa fantastica è che sono arrivate tante altre persone non del mondo business e mi hanno detto che questa roba è utile anche per loro, per la vita privata e lavorativa.
È una cosa molto bella e a me fa piacere perché mi permette di allargare un pochino il mio pubblico perché altrimenti con altri contenuti difficilmente arriverei a persone non del mondo business. Dall’altro lato fa capire quanto questa cosa sia sentita, in questo periodo particolare che abbiamo vissuto tutti quanti noi.
Una delle frasi che ho sentito spesso è: «Questo è il libro giusto al momento giusto», credo che sia dovuto al fatto che in un momento storico come questo, parlare di pazienza è qualcosa di molto importante che le persone sentono.

Non intendi la pazienza come dote, ma come una caratteristica che può essere acquisita e allenata.

Per te cosa non è la pazienza?

Raffaele: È il concetto principale intorno al quale ruota il libro, visto che tante volte mi sono sentito dire: «Beato te che sei paziente, me ne lavo le mani, non è un mio problema, non mi hanno dato questa skill».
Non sono mai stato una persona paziente, ho capito che è una cosa che puoi allenare e per quello ho scritto questo libro. Voglio anche trasmettere il messaggio che la pazienza non è un qualcosa di passivo. Spesso la leghiamo alla tranquillità, secondo noi una persona paziente è tranquilla, quasi innocua.
Nel libro parlo di pazienza attiva e concreta, saper aspettare e nel frattempo andare a conquistare i propri obiettivi. Parto oggi, so che avrò risultati fra 3 anni ma nel frattempo non mi ferma nessuno.
Per rispondere alla tua domanda, alla luce di quello che scrivo nel libro, una persona che non ha pazienza è chi parte con un progetto e poi si perde per strada.
Le persone che aprono i canali YouTube, fanno 10 video e mollano tutto o le persone che si iscrivono in palestra e mollano perché non vedono risultati. Le persone che non hanno pazienza per me sono quelle persone che si fanno scoraggiare perché non vedono risultati immediati.
Abbiamo perso la capacità di attendere, saper aspettare per vedere dei risultati. Da un lato mi pongo un obiettivo e so che è molto lontano nel tempo, ma nel frattempo faccio piccoli passi per raggiungere quell’obiettivo.

Quindi c’è qualcosa in comune tra il successo nel raggiungere l’obiettivo e la pazienza?

Raffaele: Assolutamente sì. Più che successo a me piace parlare di obiettivi perché significa tutto e niente, ognuno di noi può avere una definizione diversa e personale di successo.
Non mi piace utilizzarla perché la vedo con un punto di arrivo, preferisco parlare di obiettivi perché tu ti dai degli obiettivi e li raggiungi, è un’asticella che puoi alzare e abbassare ogni volta che ne hai bisogno. Nel libro ho dedicato un capitolo intero al tema degli obiettivi e di quanto sia fondamentale questa cosa.

Ti è capitato di dire a te stesso: «Se avessi avuto pazienza quella volta…» e invece non l’hai avuta?

Raffaele: Penso ce ne siano tantissimi di episodi del genere anche perché io non sono nato paziente. Chi si aspetta così dal libro forse rimane deluso.
La pazienza è un percorso e qualcuno ha detto ci vuole pazienza per essere pazienti. Dobbiamo essere consapevoli del fatto che non possiamo essere pazienti tutti i giorni della vita.
Nonostante io mi sforzi ad essere paziente ci sono casi in cui faccio una nuova iniziativa, faccio un nuovo progetto e ho la frenesia di vedere subito i risultati – il successo di cui parlavo prima – ed è normale che capiti questa cosa.
La bravura sta nel tornare sui propri passi e capire gli errori, fare un piano e darsi degli obiettivi.

Noi in questo progetto cerchiamo di divulgare strategie di marketing e consigli e mi chiedevo come può essere d’aiuto questo concetto di pazienza nello studio di una strategia, come si può applicare con un imprenditore grande o piccolo che sia.

Non è solo questione di tempo, la pazienza è un qualcosa che va oltre e mi piaceva l’idea di capire se nel libro si possono trovare spunti per impostare il processo.

Raffaele: Certo, assolutamente sì, questa è una delle paroline che mi piacciono di più in assoluto. Il libro è molto pratico, suggerimenti del genere ce ne sono tanti, forse era un po’ il mio grande timore.
Le persone mi conoscono per libri molto tecnici e avevo paura di rendere questo libro meno pratico degli altri, invece non è così. Non è un libro tecnico ma non vuol dire che non è un libro pratico.
Ogni volta che tratto un argomento cerco di dare argomenti concreti e a volte degli esercizi, esperimenti, approfondimenti, ecc.. È pieno anche di risorse extra e poi ci sono delle zone che sono pensate per chi vuole mettere in pratica questa roba.
La questione del processo è una delle prime cose che tratto all’interno del libro e dico quanto sia fondamentale innamorarsi del processo. Prima dicevo: «Abbiamo quella visione nel lungo periodo» però non può essere solo una questione di tempo, nel frattempo faccio un passettino in avanti, ogni giorno ho la parte più noiosa e meno cool da raccontare, mi faccio il mazzo perché sto cercando di raggiungere quell’obiettivo.
Il trucco è proprio lì, quella parte lì ti deve piacere, ecco come puoi raggiungere un obiettivo che è molto lontano nel tempo.
Nel libro faccio esempi di persone di successo di varie categorie, quindi dal mondo business al mondo dell’arte, ecc.. per raccontare come queste persone hanno affrontato il loro processo perché spesso ci concentriamo sulla parte finale ma la parte interessante è tutto quello che c’è stato prima.

 

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