I gadget come mezzo di raccolta fondi per un rifugio

Scritto da Simona

Da 25 anni aiuto le persone a scegliere il gadget personalizzato efficace. Sul sito www.tuologo.com rispondo a domande e problemi quali la scelta del gadget in base alle tempistiche dell’evento, all’originalità, al budget, al logo.

I gadget come mezzo di raccolta fondi per un rifugio

Se sei volontario in un rifugio per animali, sai di certo quanto sia importante raccogliere fondi per poter garantire una vita accettabile a chi non ha la fortuna di dormire in una cuccia calda. Ci sono diversi metodi per raccogliere fondi, uno di questi è quello di organizzare mercatini con dei gadget personalizzati.

Fortunatamente ci sono molte persone al mondo disposte a dare una mano a queste associazioni, ma è comunque necessario raccogliere fondi per poter garantire sempre del cibo, dei giochi e le cure mediche ai nostri amici animali, mentre sperano di poter trovare una casa accogliente.

Ti voglio raccontare l’esperienza di un nostro cliente ormai da diversi anni.

L’associazione Le Sfigatte, nata nel 2007, aiuta i randagi, in particolare gatti, sul territorio torinese e non solo. Si sono distinte tra gli altri rifugi della zona perché sono veramente molto creative nelle grafiche che stampano sui gadget personalizzati, che poi vendono ai loro sostenitori.

Il ricavato della vendita finanzia tutti i loro interventi e le loro attività. Tra gli articoli che personalizziamo per loro, con il logo ma con frasi e immagini dolcissime, ci sono tazze, shopper, agende, magliette.

 

Sappi che se hai voglia di aiutare Le Sfigatte ci sono diversi modi in cui puoi contribuire, ti lascio il link del loro sito www.lesfigatte.org.

Ricorda che se devi realizzare dei gadget personalizzati per il mercatino della raccolta fondi del tuo rifugio o associazione puoi vedere il nostro catalogo sul sito www.tuologo.com.

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Non è una novità dei giorni nostri l’uso e la validità del passaparola per raggiungere i propri obiettivi aziendali: incremento vendite, allargamento della community, ecc. Tradizionalmente il passaparola veniva diffuso “a voce” da una persona all’altra sulla base di una raccomandazione e di una relazione personale basata sulla fiducia. Ora, nel nostro mondo iperconnesso a livello globale, si aprono un ventaglio di possibilità creative ed efficaci per ottenere visibilità e rafforzare il nostro brand.

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Per un’azienda, vale la pena di investire tempo e denaro nella pianificazione di una strategia di passaparola che, anche attraverso l’attribuzione di incentivi ai clienti, riesca a creare una pubblicità positiva intorno al brand e generare risultati?
Per moltissime aziende a livello globale, oggi la risposta è Sì.
L’efficacia di tali strategie è sempre garantita?
I risultati possono essere sicuramente notevoli – moltissime ricerche nell’ultimo decennio lo provano – se evitiamo di commettere alcuni tra gli errori più comuni.
Il marketing del passaparola è, tra l’altro, relativamente meno costoso di altre forme pubblicitarie sebbene sia necessario considerare sempre un investimento in termini di tempo ed economico (acquisto software, servizi e premi).

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Diverse ricerche realizzate negli ultimi anni, confermano che quasi la metà delle aziende a livello globale fa abitualmente affidamento su strategie di passaparola, per aumentare le vendite o generare lead. Un colosso mondiale come Starbucks ha perfino scelto di non investire in forme di pubblicità tradizionale puntando sulla creazione (perlopiù sui social) di quel “senso di comunità” che ha reso sempre più attivi i suoi supporter. Negli ultimi decenni sono stati condotti moltissimi studi sul marketing del passaparola.