Articoli promozionali? Cartelloni pubblicitari? Sì, ma anche Rich media

Scritto da Simona

Da 25 anni aiuto le persone a scegliere il gadget personalizzato efficace. Sul sito www.tuologo.com rispondo a domande e problemi quali la scelta del gadget in base alle tempistiche dell’evento, all’originalità, al budget, al logo.

Sfruttare il web per ampliare il proprio branding e raggiungere un numero di utenti potenzialmente interessati all’acquisto è ancora un metodo promozionale che incontra una certa resistenza in Italia. Molte aziende, magari piccole e poco conosciute, si affidano più volentieri a forme promozionali più tradizionali: pubblicità per radio e TV, articoli promozionali, gadget personalizzabili, cartelloni a bordo strada e più arditi tentano con i banner pubblicitari, rimanendo poi di solito piuttosto delusi dal bounce rate che ne ricavano.

Questo perché le campagne pubblicitarie sul web a volte non sono efficaci come dovrebbero anche perché spesso ci si affida nelle mani di web agencies non particolarmente esperte o perché gli stessi clienti non conoscono adeguatamente il mezzo che vogliono utilizzare per promuoversi: il web. Fortunatamente però anche in Italia le cose stanno cambiando e sta prendendo piede una nuova tendenza di intendere il messaggio promozionale sul web: i rich media.

Con questo termine si identifica una forma pubblicitaria sul web interattiva che convoglia una serie di tecnologie piuttosto complesse che vanno dalle animazioni in Flash al linguaggio HTML5 e Java, utilizzando una serie di espedienti grafici e audio per la creazione di annuncio pubblicitario che si differenzia in maniera sostanziale dai più tradizionali banner pubblicitari.

I rich media, utilizzando tutti gli espedienti tecnologici a disposizione, hanno il compito di stupire e coinvolgere l’utente attraverso idee creative ed impattanti senza che però risultino fastidiosi o invadenti. Infatti è l’utente stesso a scegliere se vedere lo spot oppure saltarlo e lasciarlo nell’angolo della pagina inattivo ed è lui che decide se aumentare il volume e vedere l’annuncio fullscreen o meno. Il compito dei rich media però è principalmente questo: incuriosire l’utente, spingerlo a svolgere l’azione richiesta, far partire un’animazione interattiva e divertire chi la guarda, aumentando il brand awareness e la brand reputation sul web anche nel caso in cui a seguito della visione del rich media non seguisse nessuna azione rivolta all’acquisto del prodotto promosso.

È ormai opinione comune di molti esperti del settore che i click sui banner non sono più un metro di misura per calcolare il successo di una campagna promozionale sul web, quindi è necessario basarsi su altri criteri e quello dell’interattività e dello stupore sono certamente due aspetti fondamentali per decretare il successo di annuncio pubblicitario. Più la gente è spinta a compiere l’azione richiesta dal banner (ad esempio il classico: passa il mouse qui sopra) più si aumenta il brand awareness in maniera più o meno diretta.

Ma ciò che più conta è stupire grazie alla creatività e all’impatto visivo l’utente, di modo che rimanga piacevolmente coinvolto durante l’animazione e non si limiti a saltare l’annuncio o addirittura ignorarlo. Coinvolgere significa quindi che lo spettatore non è più passivo di fronte al messaggio promozionale, ma interattivo ed è lui a decidere come e quando visualizzarlo. Non solo: in alcuni casi i rich media sono strutturati come veri e propri giochi che spingono l’utente a svolgere le azioni richieste, facendolo soffermare più a lungo di quanto non farebbe normalmente.

Insomma a fianco delle più tradizionali campagne promozionali fatte di spot televisivi, articoli promozionali e cartelloni a bordo strada è forse un bene affidarsi ad una buona web agency che conosca a fondo questa nuova tendenza e che sappia sfruttarla al meglio per la tua immagine.

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